Turismo in Lombardia

TURISMO IN LOMBARDIA: balzo delle presenze di turisti internazionali e nuovi investimenti per circa nove alberghi su dieci 

Intesa Sanpaolo presenta i risultati dell’indagine sull’alberghiero lombardo:
• Nel 2016 oltre 37 milioni di presenze turistiche in Lombardia, il 9,2% del totale Italia 
• Tra il 2008 e il 2016 balzo delle presenze di turisti stranieri: +45,7% a Brescia e +36% a Como 
• Prime indicazioni molto positive sul 2017
• Più crescita e redditività per le imprese alberghiere più grandi e per quelle che hanno investito
 
Si è tenuto a Cernobbio il convegno “La sfida del turismo in Lombardia”, organizzato da Intesa Sanpaolo per presentare i risultati di un’indagine condotta dalla Direzione Regionale Lombardia e dalla Direzione Studi e Ricerche del Gruppo su un campione di aziende alberghiere lombarde. Scopo dell’iniziativa è far emergere le caratteristiche e le necessità delle aziende turistiche lombarde, per valutarne i bisogni e contribuire concretamente al loro sviluppo. Il turismo rappresenta infatti un settore chiave per l’economia della regione. 
Le presenze di turisti in Lombardia hanno superato i 37 milioni nel 2016, sulla base delle rilevazioni Istat, e rappresentano il 9,2% delle presenze totali di turisti nel nostro Paese: una forte crescita in questi anni, pari a 8,9 milioni di presenze in più rispetto al 2008 (+50,3% vs +23,3% a livello italiano), con un elevato e crescente grado di internazionalizzazione. Oltre a Milano (+62,5%), che ha potuto beneficiare di importanti eventi come EXPO, spicca il balzo delle presenze straniere a Brescia (+2,25 milioni, equivalente al +45,7% sul 2008), seguita da Como (+573mila, + 36%), Varese (+556mila, + 73%) e Bergamo (+278mila, +48,6%). Le prime indicazioni disponibili sul 2017 confermano il trend di crescita delle presenze estere emerso negli ultimi anni. 
Durante l’incontro, tenutosi presso la prestigiosa Villa Erba e organizzato come vero e proprio tavolo di lavoro aperto agli operatori del settore, il direttore regionale Lombardia di Intesa  Sanpaolo, Paolo Graziano e il chief economist del Gruppo, Gregorio De Felice, hanno presentato i risultati dell’indagine, evidenziando i fattori di competitività delle imprese. 
 
Sulla base delle risposte ai questionari, elaborate dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, qualità del servizio e ubicazione spiccano quali principali fattori di successo delle imprese intervistate, mentre tra le sfide per il futuro rivestono sempre maggiore importanza la competitività dell’offerta e la necessità di destagionalizzare le presenze. 
Emergono tassi di occupazione delle stanze più elevati negli hotel ad alto stellaggio e di maggiori dimensioni, che si rivelano anche in grado di fare leva sulla clientela straniera e con maggiore capacità di spesa. Gli alberghi a stellaggio medio-basso, dove prevale una gestione a carattere familiare, si focalizzano perlopiù su una clientela low-cost. 
Una buona quota di imprese ha dichiarato di avere effettuato investimenti in passato e di voler investire anche in futuro. Tra gli operatori prevale infatti ottimismo per il triennio 2018-2020.
Nonostante alcuni fattori strutturali di freno agli investimenti, quali l’eccesso di burocrazia e le ridotte dimensioni aziendali, si prevede un rafforzamento di fatturato e redditività. Gli investimenti si concentreranno principalmente sulla riqualificazione delle camere, con una crescente attenzione verso il wellness e il marketing, soprattutto tra le strutture più grandi. 
Circa il 90% delle imprese turistiche intervistate percepisce il canale “Internet” come un’opportunità. Determinante anche il tema della formazione: il 70% delle imprese dichiara di volere investire in formazione del personale, anche per fare fronte al passaggio generazionale, che nei prossimi cinque anni interesserà quattro realtà su dieci. 
Due le leve fondamentali per la crescita: la disponibilità di finanziamenti a medio e lungo termine e un’attività di supporto consulenziale competente rispetto alle specificità del settore turistico. Intesa Sanpaolo si propone come interlocutore privilegiato, attraverso le proprie strutture consulenziali specializzate e adeguati strumenti finanziari. In particolare, il Gruppo mette a disposizione del comparto alberghiero:
 
- Una linea di finanziamento dedicata, destinata a investimenti per il miglioramento delle strutture ricettive, con piani di erogazione e rimborso personalizzati 
- Finanziamenti a breve termine per le imprese alberghiere in forma di anticipo sulle prenotazioni di soggiorni 
- Una linea di credito ad hoc “stagionale” per fare fronte alle esigenze di liquidità delle imprese legate alla marcata stagionalità dei flussi di cassa 
- Percorsi di formazione dedicati agli operatori del settore dedicati allo sviluppo di nuove competenze nel digitale e all’approfondimento delle dinamiche di settore 
- Uno specifico modello di valutazione, che prevede un’integrazione qualitativa dell’analisi finanziaria e consentirà di analizzare le necessità delle singole aziende prendendo in considerazione, oltre alle performance economiche, anche gli “intangibili” dell’impresa 

Il convegno è proseguito con una tavola rotonda a cui hanno partecipato alcune imprese rappresentative del campione intervistato, con gli interventi di Filippo Arcioni, presidente di Villa Erba, Marco Boschetti, direttore del Consorzio Agrituristico Mantovano, Paolo De Santis, presidente Sheraton lake Como Hotel, Giuliano Galli, General Manager FAI Lombardia Prealpina, Giacomo Gnutti, presidente del Gruppo Terme Sirmione spa, Alessandro Mele, CEO di Cometa e direttore della scuola Oliver Twist e Marco Ottocento, ideatore di Why in Italy. 
In conclusione l’intervento di Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, che ha ricordato la forte vocazione del Gruppo nel settore del Turismo e l’impegno della banca a porsi quale interlocutore privilegiato di imprese e famiglie. 

“L’incontro di oggi dedicato a un settore cruciale per l’economia nazionale - ha dichiarato Paolo Graziano, direttore regionale Lombardia Intesa Sanpaolo - conferma il sostegno di Intesa Sanpaolo ai territori con la costante attenzione alle specificità e ai bisogni che questi esprimono. L’ampia partecipazione da parte delle aziende turistiche interpellate testimonia il positivo dialogo tra impresa e banca. La nostra è una presenza continua con positiva
risposta alle richieste dei comparti produttivi sia in temi di finanziamenti, caratterizzati da flessibilità e innovazione, sia sulle molteplici e anche nuove sfide che le aziende sono chiamate ad affrontare e dove siamo in grado di offrire soluzioni sempre più raffinate e personalizzate”. 

 “I numeri parlano chiaro: il turismo in Italia è in forte espansione, premiato dall’alta attrattività del nostro paese - ha affermato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo -. La Lombardia è sempre più trainante, mostrando una crescita diffusa delle presenze estere e più che doppia rispetto alla media italiana. Il potenziale inespresso è però ancora alto. Fondamentale sarà creare un ambiente favorevole agli investimenti privati nella
riqualificazione delle strutture e nel marketing, che già in passato hanno dato ritorni importanti alle imprese alberghiere lombarde più proattive. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla digitalizzazione dei processi, che rappresenta una straordinaria opportunità per raggiungere nuovi clienti stranieri e destagionalizzare le presenze”. 

“Intesa Sanpaolo ha un ruolo cruciale nello sviluppo dell’economia del Paese - ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo - e si propone di fare banca in modo innovativo individuando i settori trainanti e ad alto potenziale, come il turismo. Siamo attrezzati per rispondere in modo completo e integrato ai nuovi bisogni che provengono dalle imprese e confermiamo ogni giorno il sostegno dei territori come elemento fondante della nostra cultura. I nostri risultati scaturiscono dall’insieme di questi fattori, oltre che dalla capacità di costruire relazioni di lungo termine con i nostri interlocutori basate sulla competenza e sulla fiducia e quindi in grado di generare un impatto positivo sull’economia reale”. 

 

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