Vaccinazioni

Meningite, a Milano serata di sensibilizzazione 'Gli altri siamo noi'

 

Istituzioni, esperti, personaggi dello spettacolo e società scientifiche insieme per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità della meningite e sull’unico strumento per prevenirla, la vaccinazione. È questo lo scopo dell’evento “Gli Altri Siamo Noi”, patrocinato dal Ministero della Salute, che si è tenuta venerdì 30 novembre a Milano, presso lo Spazio Gessi.

Durante la serata èstato presentato il cortometraggio ‘’Gli Altri’, realizzato dal Comitato Nazionale contro la Meningite, in collaborazione con GSK, e con il patrocinio di Società italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), Società italiana di Igiene (SItI) e Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (Simeup).

All'incontro, condotto da Caterina Balivo, prenderanno parte Simona Ventura, Samantha de Grenet, Stefano De Martino, Matteo Viviani e gli esperti Susanna Esposito - Professore ordinario di Pediatria e infettivologo dell’Università di Perugia e Michele Conversano, medico igienista direttore del Servizio di igiene pubblica della Asl di Taranto.

La protagonista del cortometraggio è Amelia Vitiello, presidente del Comitato, che nella vita ha perso la figlia di 18 mesi a causa di questo batterio. La meningite è infatti una patologia che periodicamente balza agli onori della cronaca ma che troppo spesso viene sottovalutata dai cittadini e dai genitori. “Ci sono troppi vuoti informativi nel settore della salute e in particolare in quello delle vaccinazioni”, dichiara Vitiello. “Sempre più spesso si cercano informazioni sul web senza distinguere le fonti. Per questo motivo è importante informarsi dagli esperti, in eventi come questo che con dirette streaming e attività social possono raggiungere tutte le persone interessate al problema.
Nel caso della meningite, ad esempio, è fondamentale agire correttamente e tempestivamente. Se si arriva tardi, il pericolo di un evento infausto è molto probabile. E anche laddove l’intervento sia tempestivo, le conseguenze sono comunque gravi e pericolose. A volte - purtroppo l’ho imparato sulla mia pelle - agire in fretta non è sufficiente. Ed ecco allora che l’unico modo per scongiurare ogni pericolo, ed evitare il rischio di contrarre la patologia, è vaccinarsi. Purtroppo, io non ho potuto farlo perché quando ho perso mia figlia ancora non esisteva il vaccino. Sono qui con la mia testimonianza perché vorrei che nessun genitore riviva la nostra terribile esperienza
”.

Il Piano nazionale della prevenzione vaccinale (2017-2019) ha inserito le vaccinazioni per meningococco A, C, W, Y e B tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Tuttavia, il Ministero della salute ha recentemente rilevato che la copertura vaccinale per l'anti meningococcica B è ancora troppo bassa. Dal 2016 al 2017 si è passati dall’80,7% all’83,06% di copertura, valori sì in crescita ma inferiori alle previsioni. Ecco il perché di una serata ad alto tasso social con tanti influencer che rilanceranno le notizie e diffonderanno messaggi-chiave per far capire a tutti come “fare muro” contro la patologia per i bambini di tutte le età, in particolare dai 2 mesi di vita fino all’età scolare.

Un coro unito contro la meningite quello che si leverà allo Spazio Gessi: “Credo sia molto importante che a Milano vengano organizzate iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della meningite, un argomento non abbastanza presente a mio avviso all’interno del dibattito pubblico.
Ritengo che l’unica strada da percorrere per mettere al riparo soprattutto i nostri figli sia la prevenzione, quindi invito tutti a fare il vaccino. Non c’è nessun motivo per evitarlo
”, afferma Caterina Balivo.

“La meningite fa paura, ma ci piace pensare che, con l’apporto di tutti noi, forse un domani sarà catalogata come una patologia debellata”
, aggiunge Simona Ventura.
Cosi invece Samantha De Grenet:
Il sogno di ogni mamma è un futuro sicuro per i propri figli, diciamo stop alla disinformazione, diciamo stop alla meningite".Purtroppo tutti noi stiamo vivendo un periodo difficile dove anche le certezze scientifiche che fino ad oggi hanno contribuito a salvarci la vita vengono messe in discussione”, conclude Matteo Viviani. “Vedasi vaccini. È difficile estirpare tutto ciò che cresce grazie all’ignoranza, questo è certo, ma è altrettanto certo che l’antidoto migliore lo si può trovare, appunto, nella cultura; nella conoscenza delle cose che ognuno di noi può trasmettere a chi gli sta accanto. E quando il soggetto è una malattia subdola e disonesta come la meningite, tutto questo diventa ancor più necessario”.

 

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