Latte nelle scuole

LATTE NELLE SCUOLE: TORNA LA CAMPAGNA FINANZIATA DALL’UNIONE EUROPEA E PROMOSSA DAL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA… EDUCAZIONE ALIMENTARE O MARKETING PER UN SETTORE IN CRISI? 

LAV: INACCETTABILE CONDIZIONAMENTO DELLE SCELTE ALIMENTARI, CON TRATTI DISCRIMINANTI VERSO GLI ALUNNI CHE NON CONSUMANO PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE. MINISTRO CENTINAIO RENDA ALMENO POSSIBILE L’ALTERNATIVA 100% VEGAN

 

Anche per quest’anno, sono aperte le adesioni degli istituti scolastici al programma “Latte nelle scuole”, con una partecipazione attesa di circa 382.000 alunni.
La campagna di educazione alimentare, finanziata dall'Unione Europea e realizzata dal Ministero delle Politiche Agricole, mira a promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari, rivolgendosi ai bambini tra i 6 e gli 11 anni che frequentano le scuole primarie, pubbliche o paritarie. 

Una strategia che evidenzia il grido d’allarme per il calo di consumi di prodotti di origine animale, anche nel settore lattiero – caseario, e che cerca di instillarne l’abitudine al consumo fin dall’infanzia. Uno scopo di cui gli ideatori dell’iniziativa non fanno mistero, spiegando che essa intende accompagnare, attraverso degustazioni, i piccoli allievi in un “percorso di educazione alimentare, per insegnar loro ad inserire questi prodotti nell’alimentazione quotidiana, conservandone poi l’abitudine per tutta la vita”.

(https://www.lattenellescuole.it/P42A0C0S15/Programma.htm)

 

Se la campagna è molto chiara nel suo messaggio rivolto ai piccoli consumatori, essa trascura molti elementi che sia loro che i loro genitori meriterebbero di conoscere. Come il fatto che le mucche da latte sono costrette a “produrre” circa dieci volte la quantità di latte necessaria per nutrire i propri vitelli. In natura vivrebbero fino a 40 anni, mentre in allevamento vengono avviate al macello dopo soli 5/7 anni, ormai usurate. Malattie del metabolismo, mastiti, zoppie gravissime sono ormai estremamente comuni, con importanti ripercussioni sulla salute degli animali – e dei consumatori - e provocano loro gravi sofferenze. Non da ultimo, l’abuso di antibiotici, di cui si troverebbero tracce anche nei prodotti destinati al consumo, è una pratica sempre più diffusa e allarmante.

Si tratta di informazioni essenziali, che tutti i genitori dovrebbero conoscere, per orientare consapevolmente le scelte alimentari dei propri figli. E invece, non se ne fa menzione nelle FAQ di “Latte nelle scuole” che, anzi, suonano quasi minacciose e certamente discriminanti nei confronti dei genitori che scelgono di non fare alimentare i propri figli con prodotti di origine animale, leggere per credere:
 

I genitori di un bambino sono contrari all’assunzione di prodotti di origine animale. È possibile avere prodotti alternativi?

R. No, i prodotti alternativi sono previsti unicamente per i bambini che hanno dichiarato allergie al latte e suoi derivati. È tuttavia facoltà del genitore non far partecipare il proprio figlio al programma, previa esplicita dichiarazione alla scuola; in tal caso il genitore sarà portato a conoscenza che ciò facendo escluderà il proprio bambino da un momento di condivisione e di convivialità con gli altri compagni di classe. https://www.lattenellescuole.it/P42A0C20S15/FAQ.htm).

 

In sostanza, la parola d’ordine è, spingere al consumo di latte a tutti i costi, con i finanziamenti pubblici, e a spese dei cittadini UE, senza fornire per altro le alternative a base vegetali che sono facilmente reperibili. Una pressione su soggetti estremamente condizionabili, perché in fase evolutiva, che non lascia molta scelta neanche ai genitori, a meno di dichiarate allergie a latte e derivati. 

Ribadendo la gravità di un’iniziativa di questo tipo, fortemente condizionante e con potenziali effetti distorsivi sulle scelte alimentari dei più piccoli, LAV chiede al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, di garantire almeno la non discriminazione degli alunni che non consumano alimenti di origine animale, disponendo che possano ricevere uno snack tutto vegetale.

 

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