Eventi benefici

Ecco i campioni di solidarietà alla manifestazione  'Pane in piazza Milano '

A 5 mesi dal prossimo appuntamento, ecco chi sono e quali sorprese stanno preparando i maestri di 'arte bianca' che ogni anno per 10 giorni vengono gratuitamente nel capoluogo lombardo da ogni regione d'Italia per sfornare le loro delizie h24  nell'hangar in piazza Duomo allo scopo di raccogliere offerte per il progetto dei Frati Cappuccini Missionari St.Augustin.

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A Maggio 2020 tornerà Pane in piazza, la manifestazione benefica che si svolge in piazza Duomo da tre anni durante la MIlano Food City, con il patrocinio del Comune e oltre 400 maestri dell'arte bianca italiani che vengono ad animare l'evento, si stanno preparando.

Per dieci giorni H 24 sforneranno le loro delizie allo scopo di raccogliere offerte per il progetto benefico dei Frati Cappuccini Missionari di piazza Cimitero Maggiore 5 a Milano, la costruzione di un panificio industriale, St. Augustin, in Etiopia, a Dire Dawa, nella diocesi del frate Mons. Angelo Pagano, destinatario dell'iniziativa.   La produzione di pane là è rivolta a sostenere il fabbisogno dell’orfanotrofio e della casa delle Suore di Madre Teresa di Calcutta nel territorio  nonché in parte  alla vendita per l’auto finanziamento, dando lavoro a personale locale, e alla creazione di una scuola professionale per insegnare l'Arte bianca ai giovani e poter trasmettere loro un mestiere ricco di soddisfazioni.

Il mondo della panificazione italiana si mobilita per Pane in piazza dietro la guida della Famiglia dei Marinoni, panificatori in Lombardia dal 1500, e ideatori del format Pane in piazza. Oggi è Cesare Marinoni a guidare 'Pane in piazza Milano' e con il suo carisma a trainare un vero drappello di 'cavalieri del pane'.

Ecco chi sono alcune tra le figure storiche sempre presenti.

  • Mario Boccanegra di Castelfranco Veneto (Treviso) al lavoro dal1985, quando aveva 15 anni, figlio e nipote di panificatori. Una tradizione familiare nata per amore.Il nonno infatti da ragioniere è passato ai forni, dopo aver conosciuto la moglie che gestiva un panificio. L’attuale negozio in via S. Pio X, aperto dal 1965, sforna tre quintali al giorno. A Pane in Piazza 2020 Boccanegra porterài dolci tipici veneti già molto apprezzati nelle precedenti edizioni. In particolare gli zaeti, biscotti veneziani preparati con farina di polenta, e i buranelli, un dolce a forma di ciambellina con il tuorlo d’uovo.“ Sono entusiasta di partecipare ogni anno alla manifestazione – spiega Mario-a sostegno delle iniziative dei Frati di Musocco. E’ bello anche ritrovarsi con i colleghi panificatori (con molti di loro ci conosciamo da vent' anni) e lavorare in team. L’anno scorso sono stato particolarmente colpito dalla generosità dei milanesi".
  • Nicola Guerra, di Bari,ha cominciato a lavorare a 14 anni, anche lui figlio d’arte: suo padre aveva aperto il panificio 65 anni fa in viale Japigia 142. Nicola oggi gestisce il punto vendita con ilfratello e il figlio Tommaso impegnato con lui nel laboratorio. Puntano sulla qualità più che sulla quantità, sfornando comunque oltre un quintale al giorno di pane. Le specialità che si potranno apprezzare a Pane in piazza sono la focaccia pugliese a lunga lievitazione con pomodori freschi, condita con olio Evo e origano, e il classico panzerotto barese, tipico della città vecchia. Dice Guerra:” Lavorare con panificatori provenienti da tutta Italia per un fine così nobile è un’esperienza di arricchimento personale unica. Ho provato anchegrande soddisfazione nel fare conoscere le specialità regionali al pubblico milanese”.
  • Imma Farina di Napoli gestisce nel quartiere Bagnoli con il marito Pasqualino 4 punti vendita (via Eurialo 66-68, via Prolungamento Ascanio 2, via Nuova Bagnoli 706 e in via Domenico Fontana 152). Producono oltre cinque quintali di pane al giorno. La sua carriera nasce 30 anni fa dall’incontro con il consorte, panificatore da tre generazioni. Nel 2011 Imma apre il primo panificio per la vendita al dettaglio in cui lavora anche il figlio che continua la tradizione. Per Pane in Piazza 2020 porterà la graffa, termine partenopeo per indicare la classica ciambella fritta tonda con zucchero, e il panino napoletano, particolarmente apprezzato nella scorsa edizione, con salumi misti, uova, formaggio e strutto. “ Il lavoro di gruppo e lo scambio di esperienze – racconta Imma-è l’aspetto che amo di più di Pane in Piazza. Con gli altri colleghi panificatori siamo diventati una grande famiglia, collaboriamo per un progetto bellissimo e non sentiamo la fatica per le ore di lavoro”.
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  • Angelo Tudisco di Calamonaci (Agrigento) gestisce in piazza Dante 28 un laboratorio di prodotti dolci e salati con annesso punto vendita. Già all’epoca delle elementari dava una manoallo zio panificatore, di ritorno da anni di esperienza di lavoro in Germania. E da quando ha compiuto 15 anni Angelo non ha più abbandonato i forni. Oltre trent’anni fa apre il suo primo punto vendita, poi nel 1991 si sposta nell’attuale sede, dove sforna un quintale di pane al giorno. Nel suo laboratorio Tudisco sta sperimentando una variazione della tipica arancina siciliana, studiata per il pubblico di Pane in Piazza, con il grano come ripieno al posto del riso. Non mancheranno anche altre specialità isolane come il pane “scanatu” di pasta dura, modellato a ferro di cavallo o a stella. Commenta: “ L'esperienza è emozionante, in particolare aver conosciuto i primi giovani panificatori africani formati a Milano del primo panificio creato da Mons. Pagano a Dire Dawa è stato commovente ”. 
  • Giuseppe Butera di Sambuca di Sicilia (Agrigento), una cittadina entrata nel club dei Borghi più belli d’Italia, ha iniziato anche lui a lavorare molto presto, nel 1990, quando aveva 16 anni. Nel suo laboratorio con punto vendita in via Berlinguer 55 produce due quintali di pane al giorno. Porterà alla prossima manifestazione in Piazza Duomo a Milano prelibatezze dolci e salate, in particolare le arancine e le cassatine, vanto culinario siciliano. “Sono colpito dalla grande organizzazione creata da Cesare Marinoni con i Padri Cappuccini del convento di piazzale Cimitero Maggiore 5- afferma Butera-. Il pubblico ha apprezzato molto il nostro lavoro e le specialità territoriali: in particolare le arancine (abbiamo cucinato oltre 4 quintali di riso l’anno scorso). Il lavoro in team èstata una opportunità di accrescimento umano e professionale unica".
  • Giuseppina Mazzara di Trapani lavora da quando ha 14 anni. Ora nel suo negozio in via Marconi 176 sforna un quintale di pane ogni giorno. Ha imparato l’arte bianca dal padre e da 40 anni tocca a lei portare avanti il panificio con la sorella Loredana.A Milano sfornerài dolci, già graditi dal pubblico milanese negli scorsi anni, come gli sfinci di patate,specialità del Trapanese con farina d’anice, zucchero e cannella e i buccellati, biscotti a base di fichi secchi, mandorle, noci e cioccolato. Dice Mazzara:” Ogni anno sono entusiasta di partecipare a Pane in Piazza. Insegnare ai giovani panificatori africani a friggere le arancine e cuocere i calzoni al forno è un ricordo che conservo con grande affetto. Lavorare poi in pieno spirito di solidarietà mi rende orgogliosa”.

 

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